Alzi la mano chi non ha vissuto almeno un momento di crisi nella propria relazione sentimentale! Scommetto nessuno. Tutti noi almeno una volta ci abbiamo affrontato una crisi con il nostro partner, ma soltanto una piccola parte di noi ha deciso di chiedere aiuto e iniziare una terapia di coppia. Una delle possibili cause di questa reticenza è la poco chiara definizione di terapia di coppia. Scopo di questo articolo, infatti, è proprio quello di capire come nasce una crisi, quali sono le possibili soluzioni che ogni coppia ha per gestirla al meglio, e quando e come rivolgersi a uno specialista. Non tutti conoscono lo scopo della terapia di coppia. Spesso ci ritrovano a immaginarla come ultima spiaggia prima di una dolorosa e inevitabile separazione.

A ogni Crisi corrisponde una separazione! Ma anche no!!!!

Ogni relazione umana è dinamica e, in quanto tale, non può rimanere immutabile nel tempo. Noi stessi cambiamo, cambiano le nostre esigenze, i nostri programmi, le nostre prospettive. Moltiplichiamo per due questi cambiamenti e capiamo quanto una relazione di coppia sia complessa. Certo ogni inizio di relazione sentimentale sembra perfetta ed eterna, complici anche le forti emozioni che ci legano all’altro. Ma con il tempo delusioni, litigi, bisogni non rispecchiati rendono queste stesse emozioni più labili e sfumate.

Con questo non voglio dire che le relazioni durevoli siamo prive di sentimenti, ma soltanto che l’innamoramento, tipico della fase iniziale di una relazione di coppia, rende tutto roseo e perfetto, quasi irreale. Terminata questa fase, infatti, ciascun partner di una coppia si ritrova a fare i conti con la verità di ogni relazione. Difetti, modi di fare, aspetti della personalità difficilmente malleabili diventano motivi di discussioni che mettono in crisi la coppia.

Ma le crisi non dipendono solo da aspetti interni alla coppia. Possiamo definire “momenti di crisi” anche tutti quegli eventi che sono al di fuori della coppia, come situazioni lavorative, lutti, trasferimenti, dinamiche familiari di ciascun partner o anche la nascita dei propri figli o qualunque altro evento che modifichi l’assetto della coppia. Esattamente come noi, infatti, anche il contesto in cui siamo immersi cambia continuamente costringendoci a riadattarci con rapidità. Siamo abituati a pensare alle Crisi come qualcosa di negativo che stravolge le nostre vite. In realtà il temine greco da cui deriva significa valutare, discernere e ha una valenza del tutto positiva. In quest’ottica rappresenta un’opportunità piuttosto che una perdita, ed è proprio in questi termini che andrebbe ripensata ogni crisi come anche la stessa terapia di coppia.

Terapia di coppia: luce su dinamiche oscure

tunnel. Maria Luongo

Non tutti fanno un percorso di Psicoterapia individuale, ne tanto meno uno di coppia. Ecco perché è difficile definire quali sono le aspettative dei pazienti che arrivano nello studio di un terapeuta di coppia.

C’è chi immagina di vedere risolti tutti i problemi del proprio rapporto in un paio di sedute. Chi si accorge per la prima volta del senso d’insoddisfazione dell’altro. Chi immagina lo studio del terapeuta come un vero e proprio tribunale in cui gli imputati saranno processati. Il più delle volte, però, queste fantasie vengono deluse dal terapeuta che offre, invece, un percorso di conoscenza e consapevolezza del proprio rapporto. Durante la terapia, infatti, la coppia scopre emozioni e dinamiche relazionali proprie e del partner di cui era sempre stato spettatore inconsapevole. Più che un tribunale, la stanza di psicoterapia diventa un teatro in cui è messa in scena la propria personale commedia/tragedia.

La terapia di coppia consiste in un percorso di consapevolezza sulle proprie motivazioni inconsce che spingono a ripetere nel rapporto con il coniuge certe modalità relazionali (Norsa et Zavattini, 1999). Queste stesse modalità di entrare in relazione con l’altro spingono il partner a reagire deludendo le aspettative e reiterando a sua volta comportamenti disfunzionali per la coppia stessa. L’obiettivo, quindi, della terapia è di rimodulare la relazione tra partner esplorando vissuti emotivi passati e presenti in un luogo protetto.

Cosa accade durante la terapia di coppia?

Ogni terapia prevede una prima fase di consulenza in cui si instaura un clima di collaborazione e di fiducia tra le parti. In questa fase, lo specialista raccoglie dati anamnestici di ciascun coniuge e prova a ridefinire le cause del problema che li porta in terapia.

Alla fine della consulenza sarà possibile delineare il problema con maggiore accuratezza per poi proporre alla coppia un vero e proprio contratto di lavoro con obiettivi da raggiungere. La fase di terapia può avere tempi differenti in virtù degli obiettivi, della motivazione delle parti, delle difficoltà e dei temi trattati. Ma è importante ricordare sempre che durante il percorso eventi esterni possono sempre rimescolare le carte in gioco. Immaginiamo ad esempio d’iniziare un percorso di terapia di coppia per un problema d’infertilità: la coppia potrebbe maturare l’idea di non volere più figli o di adottarne, o, ancora, eventi esterni come un trasferimento di lavoro, potrebbero ridefinire gli obiettivi della terapia e della coppia stessa. Non è possibile, quindi, prevedere con certezza la data di fine di un intervento Psicologico. Inoltre ciò che accade durante la terapia può avere dei tempi diversi di “sedimentazione” e “maturazione”.

Il cambiamento avviene dopo tutto ciò e si sviluppa nel tempo anche dopo la fine di un percorso psicologico. Ciò che imparano le parti della coppia è sicuramente l’importanza dei vissuti emotivi propri e dell’altro e quanto questi modifichino i nostri comportamenti nella vita di tutti i giorni.