insalatona con differenti ingredienti. ortoressia maria luongo

Si definisce con il termine Ortoressia quella particolare condizione di eccessiva preoccupazione per il mangiar sano. Il termine, infatti, deriva dal greco “orthos”-corretto- e “orexis”-appetito-, proprio a indicare il desiderio di soddisfare il proprio appetito in modo corretto e sano. 

L’Ortoressia non compare nell’elencato dei disturbi mentali del DSM 5, causa, forse, la sua bassa percentuale di incidenza, o anche la sua giovanissima scoperta (ne cominciò a parlare Bratman solo nel 1997). Ciò potrebbe rappresentare un attualissimo esempio di come i disturbi mentali cambiano al cambiare della società attuale. In un’epoca in cui, infatti, sembra, e sottolineo SEMBRA, in enorme aumento l’attenzione di ciascuno di noi al proprio stato di salute fisica, l’eccessiva ossessione per una alimentazione salutare è diventata un vero e proprio disturbo mentale. Eppure consumiamo più vegetali, più cibi integrali, meno prodotti animali, ma una delle principali cause di decessi in questa società “Healthy” è ancora un altro disturbo alimentare: l’Obesità.

Che cos’è l’Ortoressia?

Ma cerchiamo di definire questo disturbo più nel dettaglio. Solo cinque anni fa Gleaves, Graham e Ambwani (2013) hanno elencato i cinque punti fondamentali del disturbo:

  1. Eccessivo pensiero rivolto allo shopping e alla preparazione di cibi sani (più di tre ore al giorno)
  2. Sentimenti di superiorità verso chi non sceglie uno stile alimentare sano.
  3. Seguire diete alimentari rigide unite a comportamenti di compensazione.
  4. Disprezzo per se stessi in caso di alimentazione non sana, anche se saltuaria, e perdita di autostima.
  5. Mangiare correttamente diventa uno scopo nella vita a discapito della vita sociale e addirittura della salute fisica.

Bratman analizza i punti cardine dell’Ortoressia: pensieri ossessivi, comportamenti compulsivi e di auto-punizione, ridotta vita sociale formano il quadro clinico di un paziente ortoressico (2017). È una vera e propria dipendenza, oltre che un’ossessione, e porta alla perdita di autocontrollo.

supermetrcato visto dall'alto. ortoressia maria luongo

Conseguenze dell’Ortoressia

Se in caso di Anoressia il controllo sul proprio corpo e sull’alimentazione ha un significato profondo dal punto di vista psicologico, per l’ortoressia gli studiosi non sono ancora riusciti del tutto a comprendere il significato psicologico alla base. Uno studio molto interessante del 2019 (Bóna et Forgács, 2019)  ha evidenziato quattro aspetti fondamentali: 

  • L’evitamento del gusto unito ad neofobia (intensa paura delle novità).
  • Sentimenti d’identificazione nel gruppo e nella comunità di chi sposa un’alimentazione totalmente Healthy.
  • Sensazioni di minaccia per la salute.
  • Stati d’animo depressivi e ansiosi.

Paura e Angoscia potrebbero essere la base da cui trae origine il disturbo.

Dal Benessere alla Malattia Fisica: future ricerche e terapia

Sembrerebbe un tiro mancino del destino, o il rovescio della medaglia di una vita salutare, ma l’Ortoressia non è affatto un disturbo da prendere sotto gamba. Come nel disturbo Ipocondriaco, l’eccessiva ansia e preoccupazione per la salute finisce con il danneggiare l’individuo emotivamente. 

È ancora lunga la strada da fare per comprendere a pieno il quadro relativo a questo giovanissimo disturbo psicologico, ma alcune strategie terapeutiche sembrano dare i primi risultati. 

A mio avviso tutti gli approcci psicoterapeutici possono essere validi se si focalizzano su alcuni aspetti essenziali. In primis lavorare sulle emozioni, sul loro riconoscimento e sulla loro gestione è obiettivo principale. In secondo luogo è importante far ritrovare un autentico contatto al paziente con il proprio corpo e indagare la sua immagine corporea. Mente corpo, ormai lo sappiamo bene, non sono entità separate, ma agiscono l’una sull’altra. Inoltre, l’Ortoressia produce una chiusura sociale da combattere: il senso di superiorità, la continua critica e perdita di autostima può far sentire isolati e incompresi. Un rapporto di comprensione empatica è alla base della terapia, che faccia sentire accolti e non ponga il paziente sulla difensiva. Chi soffre di questo tipo di disturbo non accetta di buon grado una Psicoterapia, ma è comunque possibile creare una forte alleanza terapeutica qualora il paziente si senta al sicuro e non giudicato.

Bibliografia

  • Bóna, E., Túry, F., & Forgács, A. (2019). Evolutionary aspects of a new eating disorder: Orthorexia nervosa in the 21st century.
  • Bratman, S. (1997). Orthorexia nervosa. Yoga Journal.
  • Bratman, S. (2017). Orthorexia vs. theories of healthy eating.
  • Gleaves, D. H., Graham, E. C., & Ambwani, S. (2013). Measuring “orthorexia”: Development of the Eating Habits Questionnaire. The International Journal of Educational and Psychological Assessment, 12(2), 1-18.

Dottoressa Maria Luongo