Cos’è l’Anoressia Nervosa?

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L’anoressia è uno dei disturbi alimentari maggiormente invalidante non solo per il paziente, ma anche per tutta la famiglia del paziente anoressico. È definita come un disturbo mentale in cui sintomi sono: distorsione dell’immagine corporea, controllo del peso, controllo del cibo, ossessioni e compulsioni relative al controllo delle calorie e dell’alimentazione. L’ anoressia nervosa è una lotta al controllo. Compare in età adolescenziale, ma le prime avvisaglie possono presentarsi anche in tenera età, con atteggiamenti selettivi nei confronti del cibo, difficoltà nell’ingoiare, e una particolare attenzione al perfezionismo. A causa della complessità dell’argomento, ho pensato di trattarlo da punti di vista diversi in una serie di articoli a riguardo in modo da potere approfondire ciascun aspetto. http://www.marialuongo.it/2019/04/disturbi-alimentari/

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Controllo sul cibo o Controllo sulla propria vita?

Come ogni disturbo del comportamento alimentare, l’anoressia nervosa produce una particolare attenzione al cibo. Questo non è propriamente visto come nutrimento per il corpo, al contrario rappresenta una vera e propria minaccia al corpo e di conseguenza al Sé della paziente anoressica. Ciò che comunemente è un azione più che naturale (nutrirsi), diviene una lotta al controllo tra ciò che la mente dice (NON FARLO) e ciò che il corpo comanda (FALLO).

I segnali corporei delle pazienti anoressiche

La ricerca scientifica sui disturbi alimentari è da sempre molto ricca e si è spesso incentrata sul rapporto tra corpo e mente delle pazienti anoressiche. Molti studi mostrano una vera e propria distorsione di quelli che sono i segnali interni del corpo come la fame nei disturbi del comportamento alimentare (Pollatos et al., 2008). Forse la mancata nutrizione deriva da un incomprensione di quelli che sono i segnali interni del corpo producendo come risultato un fraintendimento di quegli stessi segnali come la fame.

Forza di volontà: l’anoressia è sinonimo di tenacia e ostinazione

Chi di noi non ha provato almeno una volta una dieta? Difficile vero? Privarci di qualcosa tende a rendere quel qualcosa ancor più desiderabile per la maggior parte di noi. Ma per pazienti anoressiche non sembra essere affatto un sacrificio rinunciare a cioccolato, pizze, panini, patatine ecc. ciò non dipende esclusivamente dalla diversa percezione dei segnali interni, ma anche dalla grande motivazione. Le pazienti anoressiche, infatti, hanno una forza di volontà che farebbe invidia al più ostinato del pianeta. Controllo sul cibo, sui segnali interni del corpo e anche sul mondo esterno (lo vedremo in un altro articolo), rituali di preparazione per affrontare il pasto, conteggio ossessivo delle calorie ingerite e bruciate, eccessiva attività fisica, sono tutte attività che occupano totalmente le giornate delle anoressiche. Sembrerebbe lecito chiedersi perché allora fare tutta questa fatica negando in qualche modo anche l’evidenza di ciò che il corpo dice: “HO FAME”.

Da bambine modello ad “ad adulte perfezioniste “

Le pazienti con un disturbo anoressico spesso presentano una storia personale di eccellenza. Figlie modello, studentesse eccezionali, promesse del mondo lavorativo o della danza, riescono sempre ad emergere per valore sugli altri. Tutto sommato però qualsiasi risultato raggiungano sembra non essere mai abbastanza ne per loro, né probabilmente per il resto della famiglia. Da bambine sono viste come un esempio per gli altri e tutto ciò non fa altro che rafforzare la credenza che saranno amate solo a patto che siano eccelse. Sentono il bisogno costante di migliorarsi, di fare di più, ma per quanto si sforzino sembra sempre che non siano soddisfatte di se stesse.

Il controllo della fame

Si sentono come se non avessero il potere si cambiare il mondo esterno, e per questo motivo riversano sul corpo e sul cibo tutto il loro controllo e determinazione. Immaginate di sentire il brontolio nello stomaco, la prima cosa da fare è pensare a quando e cosa mangiare. Se nell’arco di circa 30 minuti non ci cibiamo di qualcosa, il nostro stomaco smetterà di inviare segnali al cervello per dirgli “Riempimi”. Ma quando lo stomaco tornerà a comunicare il suo messaggio al cervello lo farà con una forza più intensa fino ad ottenere ciò che vuole. In questo senso L’anoressia è una lotta al controllo: le pazienti anoressiche si sforzano di riuscire a gestire ciò che il corpo impone loro ed in questo rafforzano il loro senso di efficacia. Ma in questa dimensione vi è una vera e propria scissione di ciò che è mente e ciò che è corpo.

No al proprio corpo o no a sé stessi?

Il corpo ed anche il cibo, sono vissuti come nemici, traditori, bugiardi che minano l’efficacia. Ma contro cosa le pazienti anoressiche si oppongono con tutte le loro forze? Forse alla loro stessa vita? Forse al sistema familiare che continua a ripetere loro di “Mangiare”, forse a qualcosa di spirituale? Perché il cibo non è nutrimento, ma qualcosa da temere, di cui preoccuparci. Tutte queste domande possono essere affrontate in un percorso di terapia che miri al ripristino di una condizione fisica e mentale ottimale. Ma è difficile che una paziente anoressica arrivi a chiedere aiuto ad uno specialista e sposti la sua lotta al controllo a una lotta alla salute. Il più delle volte non si fidano. Mi ripeto sempre: “Perché mai dovrebbero fidarsi di me, se temono il loro stesso corpo?”. Cominciare a guarire dall’anoressia è possibile, ma la fiducia verso sé stessi e verso l’altro è indispensabile nel processo di guarigione. Una psicoterapia efficace non può prescindere da un buon rapporto terapeutico di fiducia ed empatia.

BIBLIOGRAFIA

Pollatos, O., Kurz, A. L., Albrecht, J., Schreder, T., Kleemann, A. M., Schöpf, V., … & Schandry, R. (2008). Reduced perception of bodily signals in anorexia nervosa. Eating behaviors9(4), 381-388.

Dott.ssa Maria Luongo