immagine di mani che reggono un tablet con schermata google in evidenza. Maria Luongo

Ma chiunque di noi abbia provato a fare una ricerca per un mal di testa, una tosse, o un sintomo psicologico di qualsiasi tipo, si è trovato davanti un infinità di possibili diagnosi e, soprattutto, la descrizione di un quadro clinico davvero allarmante. Con questo non voglio assolutamente dire che l’informazione on line non sia valida, anzi, il più delle volte lo è, solo che non tutto ciò che troviamo on line fa al caso nostro. Sembrerebbe che la salute sia diventata pertinenza dell’ on line. Ma questo atteggiamento alimenta paure e fraintendimenti dannosi per la salute mentale.

Vi faccio un esempio: qualche mese fa, per almeno 5 gironi di fila, ho dimenticato le chiavi di casa. Mi sono chiesta se stessi cominciando a soffrire di amnesie. Se facciamo una piccola ricerca in internet, correlate al termine “amnesia”, vi sono una serie di patologie differenti (Malattie neurodegenerative, Crisi convulsive, Tumore Cerebrale, Tossicodipendenza, Demenza, Encefalite ecc). Dimenticare le chiavi di casa era il sintomo di una patologia molto seria? Ero malata e necessitavo urgentemente di una terapia adatta a me?

Bhè ovviamente no. Probabilmente ero solo più stanca del solito. Ma leggere tutta quella serie di patologie mi ha comunque turbata.

Diagnosi sul Web, il futuro è nella salute on line?

On line vi sono forum, blog, siti e molto altro in cui reperire una straordinaria quantità di informazioni sulla salute, ma ciò che di rado troviamo scritto è quanto ogni sintomo debba essere accompagnato da una certa cornice clinica per potere effettuare una diagnosi vera e propria.

Internet potrà sostituire lo specialista competente per fare diagnosi? La risposta è no, non è possibile fare curare la salute fisica on line! Del resto la Medicina, come anche la Psicologia non sono scienze esatte, due più due in questi ambiti non fa sempre quattro, e la direzione in cui si stanno orientando è sempre più specificamente dipendente dal singolo soggetto in esame.

È ovviamente la modalità d’utilizzo del web a determinarne l’efficacia. Non un sostituto del medico curante, ma comunque uno strumento a cui i pazienti danno spesso riferimento. Lo dimostrano dati scientifici. In uno studio del 2018 condotto dal Centro Studi Santagostino, il 97.6% del campione utilizzava regolarmente internet per la ricerca di sintomi, patologie e cura farmacologica. In uno studio del 2014, i pazienti affetti da cancro, si rivolgevano al canale web per il consulto di altri specialisti lì dove indisponibili quelli di riferimento (Shea-Budgell et al., 2014; Turhan & Bör, 2016). Anche la nascita di portali web per specialisti del settore sanitario dimostra un utilizzo di internet sempre maggiore di tale canale di tutti i pazienti.

Cybercondria, internet come promotore di ansia per la propria salute.

Ma un uso eccessivo o non contestualizzato del web può produrre anche un eccesso d’ansia importante nel paziente. Lo dimostra la Cybercondria, eccessiva preoccupazione per la propria sintomatologia, specificamente ricercata in internet che ostacola la diagnosi del medico e l’accettazione di quest’ultima da parte del paziente.

La maggiore informazione non deve diventare motivo di improvvisazione da parte del paziente, che si cimenta in cure fai da te, o come nel caso della Cybercondria, motivo di messa in discussione del clinico. Del resto per diventare un Medico o uno Psicoterapeuta, occorrono circa 10 anni di studio, non di certo qualche ricerca in internet sul nostro smartphone.

Dottoressa Maria Luongo