struzzo che avvicina il capo al suolo per nascondersi. Maria Luongo


Quante volte ti è capitato di provare vergogna? Di sentirti giudicato, disprezzato e deriso da altri per avere detto o fatto qualcosa? Di giudicare te stesso in modo estremamente critico? Conosci quella sensazione di volere sparire, di volere nascondere la testa sotto la sabbia come se fossi uno struzzo?

Sensazioni di vergogna

La percezione che abbiamo di noi stessi in quei momenti amplifica ogni sensazione di vergogna. Ci si sente grossi, goffi, ingombranti, ma si vorrebbe diventare piccoli, invisibili, per sparire allo sguardo degli altri.

Se almeno una volta ti sei sentito così, sai perfettamente di cosa stiamo parlando. Tutti noi siamo sensibili a tali sentimenti, eppure parlarne non è affatto facile nemmeno con le persone che ci sono più vicine. Questo accade perché la vergogna è legata al senso che abbiamo di noi stessi, all’autoconsapevolezza e al valore che diamo al nostro modo di essere e di comportarci. Ha a che fare con i nostri desideri, passioni, ambizioni, ma anche con difetti e mancanze e con il senso di accettazione di noi stessi e dei nostri limiti.

Quando ci vergogniamo ci sentiamo esposti davanti ad altri, spogliati di tutte le corazze e certezze che hanno la funzione di proteggere le nostre parti più intime e vulnerabili.

È proprio in questi momenti che siamo maggiormente in contatto con i nostri aspetti fragili, ma allo stesso tempo anche con gli ideali narcisistici su cui fondiamo la nostra autostima.

La vergogna non ha limiti temporali, vive nel presente tramite quel senso d’inadeguatezza, nel passato, nel ricordo di momenti critici, ma anche nel futuro, costringendoci a evitare situazioni in cui pensiamo di potere fallire o esserne esposti.

Livelli eccessivi di Vergogna

Quando diventa eccessiva, infatti, possiamo evitare di frequentare persone, luoghi, e situazioni, così ci nascondiamo dal mondo che ci circonda. In altri casi, possiamo anche tentare di sopprimerla assumendo comportamenti a rischio che ci allontanano dal sentire le nostre vere emozioni (per esempio: l’abuso di alcol, di droghe, di cibo). In questo modo corriamo il rischio di condurre delle vite che non ci soddisfano, e aumentiamo così quel senso d’insoddisfazione e di vergogna.

Supererla si può

Sembrerebbe un “cane che si morde la coda” ma questo circolo vizioso può essere interrotto.

Per superare la vergogna il primo passo, sicuramente il più difficile da compiere, è chiedere aiuto. Sembrerebbe un paradosso, perché è proprio a causa di quello che crediamo che gli altri pensino di noi che tendiamo a vergognarci.

In realtà siamo noi peggiori giudici di noi stessi.

Imparare a guardarci senza giudizio si può ed è questa la chiave per riuscire a sostenere lo sguardo dell’altro con maggiore serenità. Condividere queste esperienze ci fa sentire “combattenti” della nostra personale battaglia verso l’accettazione e l’amore per noi stessi.

Dottoressa Maria Luongo